Elisa e Eleonora: volontarie in terra peruviana

30 Marzo 2017
Eleonora Elisa COMIVIS servizio civile Perù CMV
Elisa ed Eleonora stanno vivendo la loro esperienza di Servizio Civile a Lima (Perù) presso la missione CMV a Villa Maria del Triumpho. Come le altre cinque volontarie in Brasile, anche Elisa e Eleonora sono impegnate in terra peruviana dal novembre 2016 e collaborano attivamente nel fornire servizi e supporto presso il policlinico La Trinidad.

In questi mesi, trascorsi fianco a fianco con i missionari e gli abitanti che vivono nella locale missione, Elisa e Eleonora hanno conosciuto un Perù ai molti sconosciuto, che ha aperto loro gli occhi su un mondo nuovo e inesplorato. Hanno scelto di condividere con noi questa loro esperienza.


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“I primi volti che ci hanno accolto appena arrivate a Lima sono stati quelli dei numerosi missionari e missionarie che ci ospitano nella loro casa qui nel distretto sud di Villa Maria del Triumpho. Fin da subito sono stati molto accoglienti e si sono lasciati conoscere, ognuno a suo modo, chi con un consiglio, chi anche solo semplicemente con un sorriso, e cosi giorno dopo giorno siamo entrate in questa grande famiglia piena di fratelli giovani e sempre super positivi.

Dopo i primi giorni di avanscoperta abbiamo preso confidenza con il territorio, imparato a spostarci in queste pittoresche stradine appena asfaltate, muovendosi a ritmo di combi e mototaxi. 

Il panorama ci lascia a volte sbalordite e altre volte senza fiato…puoi trovare immondizia e caos in alcuni punti e voltarti dall’altro lato per avere una vista mozzafiato su una cascata di casette tutte colorate. Le strade sono un'esplosione di colori, giochi di luce che cambiano in base all'orario della giornata e invase da musica latina, voci di bambini che giocano per strada e nei campetti organizzati tra la sabbia ai bordi delle strade.

 

 

Eleonora e Elisa durante i "talleres de Verano", corsi di sport  per bimbi dai 4 ai 12-13 anni.

 

Si fa fatica a credere che sia davvero un posto pericoloso. Il traffico continua fino a notte fonda, mototaxi, macchine pulmini e moto che trasportano quantità incredibili di persone ammassate, anche la musica sembra permeare ogni cosa.

Quello che ci ha sconvolto è stata la calma con cui tutti prendono le cose, sembra quasi rassegnazione ma non è così: ognuno lotta per arrivare a fine giornata con qualche soldo in tasca e lo fa come può, vendendo spremute d’arancia per la strada o trasportando carretti di cose vecchie, cucinando in microscopici ristorantini dall’aria più che casalinga… 

Le persone seguono un loro ritmo particolare, un ritardo di più di mezz’ora è l’assoluta normalità, tutto scorre veloce ma, allo stesso tempo, senza particolare preoccupazione né fretta. I primi giorni ci veniva da sorridere vedendo con che lentezza i commessi dei negozi gestivano i clienti, dopo un po’ mi ci siamo abituate e abbiamo iniziato ad uscire di casa con largo anticipo per fare in tempo a fare tutto.

 

 

Uno dei "compiti" di Elisa e Eleonora è quello di coltivare il biohuerto: un piccolo appezzamento di terra da trasformare in un piccolo angolo verde colmo di verdure per la missione.

 

Nelle nostre vite sono entrate le persone con le quali collaboriamo grazie al progetto principale del nostro servizio civile nel policlinico La Trinidad. Ci siamo subito accorte, parlando con loro, dell'importanza del servizio che il poliambulatorio offre alla popolazione locale. Infatti, in una megalopoli come Lima, dove la sanità pubblica non copre quasi nulla, un servizio buono ed economico è fondamentale per una famiglia che si è spostata appositamente in città  proprio per avere accesso alle cure mediche.

Noi collaboriamo dando una mano nell'organizzazione e gestione del materiale necessario ai vari ambulatori. Inoltre diamo il nostro supporto anche durante le campagne di sensibilizzazione che si svolgono circa una volta al mese. 

 

 

Elisa e Eleonora sono farmaciste. Nel policlinico La Trinidad gestiscono il materiale che arriva grazie alle donazioni dall'Italia: farmaci, dispositivi medici, beni di prima necessità. 

 

In questo contesto ci siamo trovate a fare cose che non ci aspettavamo, come insegnare sport ai bambini. Anche se inizialmente eravamo titubanti è bastato iniziare la prima lezione per capire che si trattava di un’attività molto stimolante e utile, proprio questo è servizio civile, mettersi a disposizione secondo le necessità del momento e del luogo. E’ bello andare via a fine pomeriggio dai campetti e vedere i volti dei bimbi sorridenti, fermarsi a conoscere i loro genitori che ti raccontano un pezzetto della loro storia…le serate finiscono cosi portandoti a casa stampati nel cuore quei loro dolci volti.

 

 

Momento di gioco durante le attività con i bambini.


Più andiamo avanti e più vediamo la gente appassionarsi, seguire la nostra stessa causa, chi si attiva per aiutarci a pulire gli spazi dei campi da calcio, mamme che vengono a vedere gli allenamenti dei loro figli e propongono loro stesse corsi di manualità, una signora vedendoci annaffiare le piante ci ha raccontato che il cactus, che qui chiamano San Pedro, protegge dai ladri… per questo lo si pianta davanti alla porta di casa.  Sono tradizioni che si mescolano alla modernità, in questo Perù tanto fiero delle sue tradizioni, che ci ha accolte a braccia aperte e non smette ancora di sorprenderci!”

 

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