Giulia, Elisa e Ludovica...la loro esperienza di servizio civile a Belo Horizonte

08 Marzo 2017
Servizio Civile Belo Horizonte Comivis
Giulia, Elisa e Ludovica stanno vivendo la loro esperienza di servizio civile a Belo Horizonte (Brasile) presso la missione locale della Comunità Missionaria di Villaregia. In terra brasiliana dai primi di novembre 2016, le tre ragazze collaborano attivamente in ambito educativo presso il centro di accoglienza Betânia.


Alla loro partenza le aspettative erano tante e, dopo questi primi mesi trascorsi a contatto con gli abitanti e i tanti bambini nella missione, hanno scelto di condividere con noi questo loro percorso. 

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"4 Novembre 2016. Si parte. Aspettative, in fondo, tante. Curiosità? Infinita. Difficile raccontare a parole ciò che abbiamo vissuto in questi mesi. Difficile farvi calare in questa realtà. Proviamo a fare da veicolo della meraviglia e dello stupore che ci ha colte. Proviamo ad essere poeti per descrivere qualcosa che solo il nostro cuore e i nostri occhi possono raccontare. Difficile. L'accoglienza ottima, la terra rossa e il clima temperato fanno da padroni. Molti sono gli sguardi che abbiamo incrociato in questi giorni. Sguardi incuriositi, sguardi diffidenti, sguardi accoglienti.

Il caloroso Brasile l’abbiamo trovato in quell’abbraccio che c’ha accolte e che ci accompagna ogni giorno. Perche sì, qui ci si saluta abbracciandosi. Con abbracci sinceri. Forti. Accoglienti.

Il caloroso Brasile l’abbiamo trovato in quei bambini del centro di accoglienza che con uno sguardo, una risatina, una presa in giro, una richiesta, un tentativo di insegnarci la lingua, ci hanno accolto a loro modo. Tanti piccoli occhi ci scrutavano. Ci scrutano. Bambini che ci prendono per mano, ansiosi di farci vedere le loro attività e di giocare con noi. Non possiamo fare altro che seguirli. Ansiose anche noi di scoprire finalmente cosa si cela dietro quelle porte, a noi ancora chiuse. Ci hanno regalato un momento unico. Perche loro non lo sanno, ma quel gesto ha cambiato la nostra giornata... ci ha fatte sentire a casa. Sono loro, per primi, ad avvicinarsi a noi. Sì, perché i brasiliani sono così: curiosi, accoglienti, fieri della propria terra. Terra che amano farci scoprire.

 

 
Elisa, Ludovica e Giulia


Il caloroso Brasile l’abbiamo trovato in quei senzatetto che ci regalano le uniche cose che possiedono. Vogliono ringraziarci per quello che facciamo, il che poi si limita al preparare e consegnare un pasto caldo, dei vestiti puliti e del sapone per lavarsi. Uno sforzo così piccolo per noi, un aiuto così grande per loro. Ed è per questo che loro non vogliono essere da meno, è per questo che ci fanno piccoli, enormi regali. Dignità dentro a quegli occhi. Dignità dietro le poche parole e battute che ci scambiamo. Dignità che trova la sua massima manifestazione in quel gesto di gratitudine. Non possiamo far altro che abbassare lo sguardo per tutte quelle volte che non abbiamo apprezzato la vita. Alcuni di quegli occhi non li dimenticheremo mai. Occhi profondi. Sguardi a volte vacui, segnati da una vita troppo dura. Da una vita di droga. Da una vita priva di alternative. E no, non stiamo giustificando coloro che si drogano, ma il desiderio che conserviamo nel profondo del nostro cuore è quello di essere la piccola luce che dona un’alternativa, che mostra la possibilità di scelta. Utopia? Forse sì. Ma ci proviamo, con tutte le nostre forze. Perché noi nel cambiamento ci crediamo. Perché noi sappiamo che è dal piccolo seme che nasce la pianta robusta.
 

 
Giulia, Elisa e Ludovica hanno dato una mano contribuendo a dipingere alcune pareti del Centro de Acolhida Betania: "Proprio quando eravamo sul punto di terminare, - racconta Giulia - un bambino si avvicina con passo timido..."Oh Julia, siete state voi a fare tutto questo?" Io, col pennello gocciolante gli sorrido. Stavolta senza un briciolo di timidezza mi sussurra: "Grazie". Ecco, questo è l'amore in cui crediamo. Un amore piccolo e grande nello stesso tempo. Un amore che ti porta a donare il poco che possiedi".


Il caloroso Brasile l’abbiamo trovato infine in tutti quei ragazzi che ci hanno accolte, coinvolte e fatte sentire a nostro agio con canti gioiosi, abbracci e risate. Lo abbiamo assaporato camminando con loro per le strade di Abaeté, condividendo la quotidianità della gente umile e le emozioni della Missione, visitando una ad una le famiglie e conoscendone le storie. E nella povertà, quella di chi vive di poco, in mezzo alle campagne, quella di un'accoglienza semplice e umile, abbiamo trovato allegria, amicizia e fede. Quella fede che ci sta portando a credere che tutto non possa che andare sempre meglio. Perché la vita è un dono che deve essere apprezzato sempre. Giorno dopo giorno. Ora dopo ora. Minuto dopo minuto. Ed è per questo che ora vogliamo stare "JUNTOS, trilhando novos caminhos".*

 

* UNITI, percorrendo nuovi sentieri

 

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