Centro socio-sanitario a Kouté

Il contesto – La travagliata e complicata storia politica della Costa d’Avorio, che nel decennio 2001-2011 ha vissuto vari tentativi di mediazione verso una pace duratura, è sfociata in una crisi vera e propria, divenuta nei primi cinque mesi del 2011, una guerra civile, durante la quale più di 3.000 civili hanno perso la vita, 1 milione di persone sono sfollate e 500.000 sono rifugiati di guerra.

In particolare nel corso di questo periodo di combattimento la maggior parte delle strutture sanitarie e scolastiche sono state derubate e distrutte, divenendo inaccessibili alla maggior parte della popolazione.

Le strutture sanitarie private ad Abidjan sono di un livello migliore, ma rimangono molto costose per la popolazione più povera e richiedono il pagamento anticipato delle cure. Diverse farmacie sono state riaperte ad Abidjan e nei comuni limitrofi, anche se non tutti i medicinali sono facilmente reperibili.
Le malattie più diffuse restano, ancora oggi, la malaria (seconda causa più importante di mortalità in Costa d’Avorio), la meningite, il colera, il tifo, il tetano, la tubercolosi, l’epatite A e B, per le quali i medici raccomandano la profilassi e le vaccinazioni rispettive. Diffusissimo l’AIDS, specie tra la popolazione giovanile e negli ambienti urbani. L’epidemia di AIDS è preoccupante, più del 3,9% della popolazione è affetto da HIV. Circa 500.000 persone convivono con l’HIV. L’HIV /Aids è la causa di morbilità e mortalità più alta della Costa d’Avorio. Casi di febbre gialla vengono regolarmente segnalati (nel 2009 e nel 2010 sono stati segnalate alcune epidemie). Le Autorità sanitarie locali hanno confermato – all’inizio del 2011 – la diffusione in alcuni quartieri di Abidjan di un’epidemia di colera che ha registrato numerosi casi con alcuni decessi.

Le percentuali del tasso di analfabetismo in Costa d’Avorio sono sconcertanti: in questi ultimi anni il tasso d’analfabetismo è passato dal 57% al 63% come è stato dichiarato nel Rapporto sullo Sviluppo Umano del 2009. Il tasso di analfabetismo rimane alto, in particolare per le bambine, le ragazze e le donne. La guerra civile dei primi cinque mesi del 2011, hanno peggiorato queste percentuali, colpendo ancora una volta e seriamente il sistema scolastico, già debole in se stesso: scuole danneggiate o distrutte, carenza di strutture, insegnanti senza una formazione adeguata, carenza di personale. Le classi sono composte da un numero elevato di alunni/studenti e questo rallenta il processo di apprendimento scolastico.

L’assenza dei documenti, la lontananza dalle strutture scolastiche, la povertà della famiglia, la mancanza di mezzi finanziari (necessari per altri tipi di spese), la convinzione per la maggior parte della popolazione che l’educazione scolastica sia secondaria per affermarsi nella vita, la preferenza dei figli maschi rispetto alle figlie (che si sposano in età giovane e quindi vengono prese a carico dallo sposo) sono le ragioni che impediscono ancora oggi ai bambini e in particolare alle bambine di frequentare la scuola in vista di uno sviluppo integrale della persona.

Inaugurazione del Centro

Gli obiettivi e le attività

Il Centro socio-sanitario vuole essere una risposta concreta alla drammatica situazione sanitaria e scolastica. In modo generale si propone i seguenti obiettivi:

– ridurre l’insicurezza sanitaria e l’analfabetismo,

– promuovere la formazione alla pace e alla convivenza civile per i residenti nel Municipio di Yopougon-Kouté in Costa d’Avorio.

In modo più specifico si propone di potenziare l’offerta sanitaria e scolare, rendendole più accessibili ai residenti nell’area.

La Communauté Missionnaire de Villaregia, partner di COMIVIS, ha realizzato il centro sanitario e formativo,  che consente alle 90.000 persone, residenti nei quartieri limitrofi al villaggio di Kouté, di avere accesso ad una struttura sanitaria per le cure mediche di base e per la formazione alle buoni prassi legate all’alimentazione e all’igiene dei bambini allo scopo di ridurre l’alto tasso di mortalità infantile.

Inoltre, nel Centro, sono stati attivati corsi di alfabetizzazione destinati in particolare alla popolazione femminile e percorsi formativi per i giovani e le famiglie sui valori della tolleranza e della convivenza pacifica, così duramente compromessa dal recente conflitto.

Al piano terra del Centro è stato realizzato un centro medico in grado di garantire 9.000 visite annue, composto da una sala per l’accoglienza dei pazienti e per il segretariato, tre ambulatori, tre locali per il day-hospital, le fleboclisi e le vaccinazioni, una farmacia e altri locali per i servizi accessori. Ai 2 piani superiori sono presenti 4 sale dedicate ai corsi di alfabetizzazione e 2 per i corsi di igiene e puericultura e per corsi di formazione indirizzata ai giovani e alle famiglie.

Laboratorio analisi

L’impegno di COMIVIS

COMIVIS ha preso in carico il progetto impegnandosi a coprire l’80% delle spese: gli introiti del 5×1000 relativi alla finanziaria 2010, 2011 e 2012 insieme a delle elargizioni liberali sono stati inviati nel corso del triennio 2012-2015. COMIVIS ha messo a disposizione un membro del Consiglio Direttivo per il coordinamento generale del progetto.

Il cantiere è stato ufficialmente aperto alla fine del mese di giugno 2012, permettendo la realizzazione delle fondazioni, del massetto, della posa dei tubi per la rete idraulica, della prima rampa di scale, dell’elevazione dei pilastri all’altezza del primo solaio. Per l’avvio del cantiere nel 2012 si è recato sul posto il Vice-Presidente, che si è fermato fino alla fine del mese di agosto, coordinando anche un gruppo di volontari dell’Associazione GRIMM-Cantieri di Solidarietà Onlus, di Lonato del Garda (BS).

Il 4 ottobre 2015 il Centro è stato ufficialmente inaugurato.  Era presente una nutrita rappresentanza della popolazione del luogo guidata dal Capo villaggio di Kouté e una delegazione della Notabilità, che hanno  espresso la consapevolezza che il Centro è a servizio dello sviluppo e della formazione locale. Erano presenti, inoltre, i rappresentanti dell’Ambasciata italiana, dell’Ordine di Malta, del Distretto Sanitario di Abidjan e il Capo paese di AVSI,  il Vescovo della diocesi di Yopougon, Mons. Laurent Mandjo e il Vescovo ausiliare Mons. Jean Salomon Lezoutié. Oltre ai responsabili della cappella cattolica di Kouté, ha partecipato anche una delegazione della Chiesa Metodista e di quella Harrista, entrambe presenti sul territorio di Kouté.

 Cosa puoi fare tu

1) Puoi donare un contributo per le attività che si svolgono al Centro socio-sanitario, sia in ambito sanitario che in ambito formativo.

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