Elisa ed Eleonora: “L’indelebile segno di un anno vissuto in Perù”

Elisa Chiarello e Eleonora Seimonte, entrambe farmaciste, hanno scelto di impegnare un anno della propria vita con il Servizio Civile. Hanno prestato servizio presso il policlinico La Trinidad, una struttura che offre assistenza sanitaria alla popolazione locale nella missione della Comunità Missionaria di Villaregia a Villa Maria del Triumpho, a sud di Lima. 


Nei 12 mesi di servizio civile svolto con Comivis, Elisa e Eleonora hanno collaborato attivamente alla gestione del policlinico La Trinidad attraverso l’organizzazione del magazzino delle donazioni di farmaci, interventi informativi sulla salute e attività di front office al banco informazioni della struttura.

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“Incuriosite dalla realtà che ci circondava, oltre alle attività di tutti i giorni, abbiamo partecipato anche ad iniziative extra. Tra queste, la creazione di un orto biologico in un piccolo appezzamento di terreno adiacente a una mensa popolare. L’obiettivo finale? Produrre ortaggi e piante aromatiche utili alle cuoche in servizio alla mensa per preparare i loro piatti.

Da questa esperienza è nata la nostra collaborazione anche in cucina. Oltre ad imparare a cucinare tipici piatti peruviani abbiamo svolto, all’interno dei locali della mensa, corsi: per fare sciroppi fatti in casa, saponi e pasta fresca. Frequentando un ambiente così popolato da bambini, madri, operai, anziani e semplici passanti, abbiamo avuto una panoramica ben chiara e autentica della popolazione locale, abbiamo stretto amicizia con le signore che abitavano vicino, siamo entrate nelle loro case e abbiamo condiviso chiacchiere e momenti di compagnia. Sicuramente lasceranno un ricordo marcato nei nostri cuori, visto che ormai con loro ci sentivamo praticamente in famiglia. Abbiamo anche fatto con i bambini corsi di sport estivi e di ripetizioni.

Tra i ricordi di quest’anno trovano spazio anche esperienze molto forti, vissute tra le pareti precarie delle case di Villa Maria del Triumpho, dove siamo entrate accompagnando le missionarie nella loro pastorale sociale: abbiamo visto con i nostri occhi situazioni di disagio e difficoltà molto complesse e come la povertà si manifesti dal punto di vista materiale, culturale e sociale.

Terminata questa esperienza, portiamo a casa valigie colme di ricordi peruviani ma soprattutto la consapevolezza di essere molto maturate, di aver approfondito aspetti del nostro carattere, che altrimenti non sarebbero emersi, e l’indelebile segno di un anno vissuto in Perù“.

 

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